CORAZZA: “LAVORO STRAORDINARIO”

LE VOCI DELLA PROMOZIONE IN SERIE B NAZIONALE
SIMONE CORAZZA, TEAM MANAGER VIRTUS IMOLA

Si è conclusa una stagione pazzesca, con una gara e, soprattutto, un finale di gara, pazzeschi?
“Una stagione incredibile che si è conclusa col più degno dei finali! Non poteva che finire così! Una stagione che all’inizio pareva, per molti, già segnata, ma che con un lavoro straordinario l’abbiamo indirizzata verso un epilogo totalmente diverso!”

La serie contro Ancona si è confermata essere la più equilibrata, difficile e fuori da ogni pronostico del girone C?
“Quest’anno abbiamo sempre sofferto particolarmente Ancona sia durante la regular season sia durante questa serie di play-in. Ovviamente la prima cosa che mi balza in mente è il tiro di Galassi allo scadere di gara 4, ma sono convinto che ognuno dei ragazzi in questa serie abbia portato qualcosa alla causa: da (praticamente) retrocessi al paradiso in una manciata di secondi!
Emozioni che solo questo sport può dare”.

Più in generale il girone C ha dato ragione ai pronostici estivi, mostrandosi il più equilibrato e spettacolare: anche le prime della classe hanno sofferto in stagione contro, praticamente tutti e, nello specifico, contro la Virtus Imola?
“Conferno, il girone C, per svariati motivi, è stato sicuramente il più equilibrato e quello che ha espresso le qualità migliori! Come si è potuto vedere, tutte potevamo vincere o perdere con tutte e penso che in questo noi siamo stati un po’ la mina vagante anche per le primissime della classe: abbiamo dato filo da torcere a parecchie squadre”.

I gialloneri sono stati le vere mine vaganti del girone, avendo nelle mani la possibilità di vincere contro tutti: tra le qualificate ai playoff, ad esempio, solo Rieti vanta 2-0 contro Imola, mentre Faenza e Ozzano hanno lasciato sul campo 2 punti, con Fabriano, addirittura che ha chiuso 0-2.
“Ti ho anticipato con la domanda precedente (ride, ndr) e posso solo rafforzare il concetto: mettere in difficoltà la corazzata Rieti, pareggiare con Faenza e Ozzano e addirittura vincere andata e ritorno contro Fabriano sono stati segnali importanti per una neopromossa con tante scommesse”.

Prima di tutto, lo staff dirigenziale che ti riguarda: il tuo splendido rapporto di collaborazione, ma anche umano, con la coppia Torreggiani e Marchi ha dato frutti che sono evidenti, durante tutta la stagione?
“Con Lele e Carletto c’è prima di tutto un’amicizia e un rispetto che ci lega da tempo, poi c’è la passione e la voglia di lavorare in modo unito e professionale, per raggiungere sempre l’obiettivo più alto. Fin dalle prime battute ognuno di noi ha portato avanti il proprio lavoro al massimo livello possibile ed è  soddisfacente raggiungere gli obiettivi perché gratifica per gli sforzi fatti”.

Lo staff tecnico, grazie anche al tuo lavoro organizzativo, ha potuto pensare unicamente al campo, agli avversari, alle prestazioni dei nostri atleti, togliendosi pressioni e distrazioni. Un’altra perla dell’organizzazione Virtus?
“Come detto dal principio, credo molto nel fatto che il lavoro debba essere di qualità! Solo così un’organizzazione può procedere bene! E così è stato: per impegni lavorativi e famigliari sono riuscito a seguire le dinamiche del mio ruolo in Virtus da remoto presenziando poco durante la settimana ma fortunatamente l’organizzazione che mi compete (orari allenamenti, trasferte, visite atleti, foresterie, ecc…) la posso seguire senza essere fisicamente a tutti gli allenamenti”.

La squadra. Nel pre-campionato, gli “esperti”, spesso mascherati da “addetti ai lavori” avevano indicato la Virtus Imola come una sicura Cenerentola del girone C, collocandola nelle ultime e, in alcuni casi, proprio nell’ultima posizione, della griglia nei propri pronostici: chiudere al 7° posto la regular season è stata una bella soddisfazione?
“È stata una cosa strepitosa, ma ribadisco che le cose non accadono per caso, perché dietro al settimo posto c’è un lavoro mirato ed organizzato portato avanti dentro e fuori dal campo da attori che hanno messo dal primo giorno la Virtus Imola al primo posto”.

Il roster si è dimostrato competitivo in ogni ruolo e, pure, negli effettivi “senior” utilizzati nelle rotazioni per infortuni o per scelta tecnica. Un gruppo unico di 13 atleti che ha saputo navigare in un mare spesso tempestoso, mostrandosi, comunque, ottimo per qualità morali e tecniche?
“Devo dire che nonostante tante scommesse e tanti atleti alla prima esperienza in questa categoria, abbiamo saputo districarci molto bene, soprattutto nei momenti di difficoltà e nei momenti dove gli infortuni ci hanno messo a dura prova! Ha pagato la scelta della staff tecnico di avere una squadra lunga con tutti i giocatori pronti a dare il proprio contributo”.

Una tua valutazione sull’apporto dei vari cestisti?
“Non mi piace mai dare giudizi o fare valutazioni sui singoli perché il basket mi ha sempre insegnato che davanti a tutti e a tutto c’è la squadra. Tutti hanno messo il proprio contributo e tutti si sono migliorati da agosto fino a gara 5 dei play-in. Dal mio punto di vista sono stati tutti FANTASTICI!”

Quali sono stati i momenti chiave della stagione della Virtus?
“Sono stati diversi nel complesso, ma ne cito due in particolare: il primo è riferito alla partita contro Firenze dell’andata, vinta con una prova corale perfetta e dove ci ha dato la consapevolezza di poter vincere contro chiunque. Il secondo è riferito al momento in cui nel finale di stagione regolare, stando uniti, siamo riusciti ad uscire da un bruttissimo momento fatto di tante sconfitte che ci avrebbero condannato: invece abbiamo ribaltato quel brutto momento centrando un settimo posto inaspettato”.

Quali sono stati, invece, gli avversari più duri da affrontare?
“Le squadre che abbiamo sofferto di più sono state sicuramente Ancona e Senigallia, secondo il mio punto di vista. Gli atleti che ci hanno fatto male sono stati tanti ma se devo fare un nome dico Carnovali di Ancona, perché è stato veramente capace di metterci in difficoltà col suo estro”.

La Virtus ha saputo implementare il proprio gruppo operativo con collaboratori che hanno aiutato ad alzare il livello della Società?
“Penso che il merito più importante che ha avuto la Società sia proprio stato quello di rendersi conto che col salto di categoria fosse indispensabile avere le giuste pedine, ognuna al proprio posto e ognuna dedita a portare a compimento le proprie mansioni ed è stato proprio cosi!”

La squadra e la Società ha avuto il totale e pazzesco apporto dei tifosi che si sono manifestati in ogni palazzetto ad ogni latitudine, rendendo poi il PalaRuggi un “catino bollente” durante tutta la stagione. Onore e merito all’Armata Giallonera e ai tanti appassionati che hanno seguito dalla tribuna le vicende della Virtus?
“Non ci sono parole e tanto meno aggettivi per poter descrivere tutti i nostri tifosi e in particolare i ragazzi dell’Armata Giallonera: sempre presenti, sempre e costantemente a supportare il movimento Virtus Imola, sempre fedeli ai nostri colori e sempre sesto uomo d’eccellenza in campo!!!! GRAZIE RAGAZZI SIETE STREPITOSI”