IN REGA VERITAS

Marco Regazzi è l’anima della Intech Virtus Imola 2021/2022: alla sua 3^ stagione sulla panchina giallonera, l’head coach analizza il girone di andata chiuso sul +4 sulle concorrenti, sottolineando tutti i vari aspetti tecnici e tattici emersi nelle prime 11 giornate.

“Rega”, la tua Intech è la capolista solitaria alla fine del girone di andata. Un buon primo obiettivo portato a casa?
“Noi cerchiamo di mantenere un’identità che abbiamo costruito con la squadra, sapendo che volevamo essere concorrenziali per le prime posizioni. Abbiamo giocato un ottimo girone d’andata, in cui la squadra è cresciuta un po’ alla volta, anche perché è una squadra completamente rinnovata rispetto all’anno scorso: ha cambiato anche il sistema di gioco, alcune idee di movimento, alcuni schemi, un po’ tutto, diciamo. L’obiettivo di ottenere una buona posizione in classifica è sempre stato chiaro a tutti, fin dall’inizio”.

La squadra è stata rivoluzionata per oltre la metà degli effettivi. Nonostante questo il gruppo si è velocemente amalgamato e la sua solidità è stata forse l’arma in più in questa prima parte della stagione?
“Rispetto ai miei primi due anni di Virtus, la squadra è stata rivoluzionata anche sul come cavalcare un sistema di gioco, con obiettivi condivisi da perseguire. Abbiamo studiato un metodo di gioco che mettesse le qualità dei singoli nella possibilità di esprimersi al meglio. Tentiamo sempre di migliorarci e di integrare qualcosa di nuovo che faccia bene al gruppo. Per quanto riguarda l’amalgama, posso dire che il gruppo si è “capito” fin da subito e mi pare molto unito, anche se manca ancora tanto e non abbiamo fatto sicuramente niente”.

Sei giocatori stanno “galleggiando” attorno alla doppia cifra, con Ranocchi poco lontano. Niente male come dato statistico, soprattutto perchè indicativo della suddivisione di tiri e responsabilità. La varietà dei tiratori della Virtus è, dunque, di primissima qualità?
“Rispetto all’anno scorso abbiamo un ottimo tiro da fuori. Questo è indubbio, perchè nel 2020/2021 non avevamo degli specialisti, pur vantando gente che aveva buone qualità di tiro e buone percentuali. Sicuramente quest’anno abbiamo fatto scelte, nonostante nelle difficoltà di mercato, rivolte a questo aspetto basilare. Mi riferisco a Nucci, Diminic che è un ottimo tiratore dall’arco, Seskus e Galassi altri due tiratori eccezionali: il loro arrivo ha aumentato la balistica della squadra che ci permette di aprire di più il campo e di avere soluzioni importanti sugli scarichi. Questo era il nostro obiettivo, perchè desideravamo creare una squadra abbastanza perimetrale”.

Forse l’aspetto che più sta entusiasmando i tifosi è la netta coesione tra staff tecnico e giocatori dal punto di vista tecnico-tattica?
“Non so se è un aspetto che entusiasmi i tifosi, ma effettivamente abbiamo giocato 10 partite in cui abbiamo sempre giocato un buon basket. A parte a Ferrara, dove, onestamente, non eravamo in condizione fisiche e di salute adeguate. C’è rammarico per quella partita, perchè, al di là del valore del merito di Ferrara nella singola gara, abbiamo affrontato una lunga serie di imprevisti tutti coincidenti, con tre atleti che non stavano bene ed altrettanti acciaccati o infortunati.
Certamente quest’anno abbiamo un gioco molto più offensivo, più bello e più divertente rispetto alle stagioni passate che rende evidente la coesione tra giocatori e staff dal punto di vista tecnico-tattico. Che c’è sempre stata, fin dai primi allenamenti insieme e che ha permesso di alzare l’asticella degli obiettivi sempre più in alto.
Penso che ai tifosi possa piacere come stiamo giocando, soprattutto offensivamente e fisicamente parlando”.

Invece, forse, quello che più preoccupa i tifosi è la panchina corta. Certo è che, quando si guarda tutti dall’alto, è più che altro un voler trovare il pelo nell’uovo, ma questo potrebbe essere l’unico limite della squadra?
“Questa è una complicanza ed un fattore di criticità: ci stiamo lavorando con Carlo (Marchi, ndr) che sta cercando di risolverla. Purtroppo pensavamo che fosse più semplice, ma si sta protraendo nel tempo e questo sicuramente non è un beneficio.
Capisco i tifosi, perchè, ovviamente, leggono questo problema in vista dell’arrivo a maggio, a fine campionato, con il rischio di aver fatto tirare un po’ troppo la cinghia a certi giocatori: però, l’idea e la scelta condivisa è quella di cercare un paio di ragazzi funzionali al gruppo che possano dare una mano per aumentare l’intensità e la qualità degli allenamenti, garantendo quel salto di qualità che vogliamo fare”.

Mise Diminic e Domantas Seskus che coppia di stranieri!
“Diminic lo avevamo già “vagliato” anche negli anni passati e lo conoscevo tramite amicizie di coach che lo avevano allenato. L’avevo visto a Mestre e da allora l’ho seguito: era un lungo che abbiamo avuto la possibilità di far nostro e credo che abbiamo fatto un’ottima scelta, perché è, comunque, un professionista veramente con la P maiuscola.
L’idea Seskus, invece, è nata questa estate, attraverso un buon lavoro video, partendo dall’idea di squadra che avevamo in mente come staff tecnico. Carlo (Marchi, ndr) ha fatto una buona trattativa e con me il ragazzo ha avuto vari contatti e la comunicazione è stata intensa e produttiva.
Noi pensavamo che potessero essere gli uomini giusti, perchè ci siamo trovati senza il lungo e senza Marco Barattini che negli ultimi due anni aveva fatto decisamente molto bene, tanto è vero che anche in serie B sta giocando ad ottimi livelli. Domantas ha un gioco diverso rispetto al bolognese, perchè allarga molto la difesa avversaria, giocando per lo scarico e per mettere in azione i compagni, prima di sé stesso”.

L’apporto dell’Armata Giallonera è una costante e la riapertura (anche se minima) dei palazzi sta permettendo ai tifosi di seguire dappertutto la squadra:
“Mi sembra scontato ed ovvio parlare ancora bene dei nostri tifosi. Da atleta ho sempre giocato solo per i tifosi e vorrei che i miei ragazzi facessero lo stesso. Credo che sia una dipendenza che fa bene e che accresce la voglia di migliorare partita dopo partita. E’ chiaro che giocare in un palazzetto vuoto come l’anno scorso o in un ambiente con molto rumore  che ti incoraggia non ha paragone. Anche gli avversari la “sentono” questa differenza. Per noi il tifo dell’Armata Giallonera è un propulsore che ci fa gasare e ci entusiasma, spingendoci a dare il massimo, nella singola giocata e nella prestazione di squadra. E’ certamente una cosa appagante, per chi gioca, essere seguito da tutto questo affetto e tifo”.

Al giro di boa, puoi valutare gli aspetti negativi o da migliorare, ma anche i tanti valori importanti e positivi della tua squadra?
“Al di là degli aspetti negativi e positivi, noi dobbiamo cercare sempre di migliorare, se vogliamo crescere.
C’è stato un periodo di condivisione per cercare di capire quali erano i nostri pregi ed i nostri difetti individuali sia caratteriali che dal punto di vista tecnico.
Sicuramente siamo una squadra tecnica, una squadra che ha diverse letture a disposizione. Una squadra che mi permette di variare tipologia di quintetti, che ha sicuramente delle doti difensive importanti e che rende, tanto, nel tiro da tre punti. Se devo proprio trovare un difetto, forse, non riusciamo ancora a giocare “ai mille” per 40 minuti sia in attacco che in difesa, con la stessa intensità ed aggressività.
Per il resto, godiamoci questo bel momento, comunque positivo, e continuiamo a conoscerci ed a migliorare. Dobbiamo avere una “autoesigenza” di migliorarci costantemente e di essere sempre più intensi e sempre più concentrati, senza mollare mai. Dobbiamo lavorare per raggiungere maggio con una condizione fisica assoluta di benessere, di carica, di fisicità e di atletismo. Dovremo essere pronti mentalmente nel momento clou della stagione”.

Siamo sotto alle Feste: a chi vuoi fare gli auguri?
“Faccio gli auguri a tutti e tutte, amici, nemici, avversari e chi più ne ha, più ne metta. Vorrei citare la Società Intech Virtus Imola che ci coccola, dandoci tutto quello di cui abbiamo bisogno e che è possibile darci.
Un abbraccio al mio staff, ai miei giocatori eD alla grande famiglia della Virtus Imola”.